cronaca | "Il settore dell'ambiente è uno dei canali privilegiati su cui opera la criminalita' organizzata in Sicilia e trattandosi di un fenomeno in crescita, il Corpo forestale della Regione è stato addestrato come una vera e propria polizia ambientale specializzata nell'opera di contrasto alle ecomafie".
A dichiararlo è l'assessore al territorio e ambiente della Regione siciliana Alessandro Arico', commentando i dati emersi nel rapporto ecomafie 2012 di Legambiente.
"Centinaia sono le discariche abusive - ha aggiunto l'assessore - sequestrate dai militari del corpo, cosi' come numerosissime sono le segnalazioni degli uffici dell'assessorato al Territorio ai Carabinieri del Nucleo tutela ecologica e alla Guardia Costiera, che intervengono con grande efficacia. Un'opera, quella delle forze di polizia a tutela dell'ambiente in Sicilia, meritoria, ma che spesso ha poco spazio dal mondo dei mass media".
Ecomafie in espansione - I settori in cui stanno crescendo più rapidamente gli affari di cosa nostra (si stima un movimento di almeno 56 miliardi di euro) sono quelli tradizionali dellecomafia: il ciclo del cemento, il controllo degli appalti e la grande distribuzione organizzata.
Non è un caso che al crescere di questo volume daffari siano anche aumentati in questi settori, i sequestri a carico di insospettabili imprenditori e gli arresti anche di amministratori pubblici, consiglieri comunali, sindaci e grandi professionisti.
Si ricordino su tutti, gli arresti di un candidato alle amministrative di Palermo, del presidente del Consiglio comunale di Misilmeri e del sindaco di Campobello di Mazara.
Ecco il link dove potrete leggere il Rapporto di Legambiente:
http://legambientesicilia.it/wp-content/uploads/Ecomafia-2012-SICILIA-tabelle-e-numeri.pdf