cronaca | Condannato a due anni con sospensione della pena Fabio Gulotta, 22 anni, che la sera del 15 gennaio dello scorso anno, alla velocità di 120 km/h in pieno centro abitato a Campobello di Mazzara con la sua BMW, travolse la Fiat 600 della
famiglia Quinci.
Nellimpatto morirono i piccoli Martina e Vito, di 12 e 10 anni e la madre Lifia Mangiaracina di 37 anni. Lunico a sopravvivere (sebbene riportò gravi ferite) allincidente fu il capofamiglia, Baldassarre Quinci, 43 anni, maresciallo dellaeronautica, il quale straziato dal si tolse la vita sei mesi dopo, impiccandosi ad una trave.
Il giudice per le indagini preliminari di Marsala, Vito Marcello Saladino, ha infatti condannato Gulotta a due anni di carcere con sospensione della pena; il ragazzo era accusato di omicidio colposo plurimo e pertanto rischiava dagli otto ai 10 anni che con il patteggiamento di sono ridotti a due.
Sconvolto il fratello della donna, Nicola Mangiaracina, il quale ha commentato con amarezza la sentenza, sottolineando come lo "Stato italiano tutela chi uccide le persone".
La famiglia vorrebbe ricorrere al Presidente della Repubblica per avere giustizia, anche perchè dopo un patteggiamento non cè appello soltanto la Cassazione. Lavvocato Congedo valuterà se farlo dopo aver letto la sentenza: Oggi la giustizia lha fatta sporca - dice senza mezzi termini - ed è inutile che i politici intervengano reclamando norme più dure per chi provoca gravi incidenti stradali. Le norme attuali vanno bene, il problema è lapplicazione della legge.