cronaca | La storia di
Bennardo Raimondi inizia nel 2003 quando decide di
denunciare i suoi estorsori, gli stessi che lo avevano ridotto sul lastrico. Ma come spesso accade luomo si ritrova da solo, assurda lassenza dello Stato.
Chiusa lazienda (Raimondi era un ceramista) e licenziati gli 8 dipendenti, è per lui iniziata una vita di stenti; oltre allassenza dello Stato, luomo ha denunciato labbandono di amici e parenti.
Spesso quello che riesce a guadagnare non basta a sfamare la famiglia, impossibile poi avere uno spazio da adibire a laboratorio, il suo è stato pignorato. Logica la richiesta fatta alle istituzioni di avere in dotazione uno dei numerosi immobili sequestrati alla mafia, ma anche in questo caso è stato il silenzio a primeggiare.
Raimondi però non si da per vinto, da anni combatte contro silenzio e indifferenza, nonostante uno dei suoi due figli sia affetto da problemi fisici che lo costringono spesso a viaggi al nord per le cure.
Forte della voglia di lottare, nonostante in passato ci sia stato un tentativo di suicidio, lartigiano palermitano, che ora è sostenuto dallAssociazione Siciliana Antiracket Asia, ha avuto concesso uno spazio alle Ciminiere di Catania, dove fino a domani potrà esporre e vendere le sue opere.
''Racconto la mia esperienza dice Raimondi - nella speranza che serva da esempio'', cosa che noi ci auguriamo vivamente.