cronaca | L
Arma dei Carabinieri ha festeggiato ieri i suoi 199 anni di storia accingendosi così a entrare nel terzo secolo di vita. Nonostante limportante traguardo, le cerimonie svoltesi ieri in tutte le caserme di Italia si sono caratterizzate, pur nella solennità del momento, per la
assoluta sobrietà dato lattuale momento di crisi e le ristrettezze nel budget a cui anche le nostre Forze dellOrdine stanno andando incontro.
Mentre a Roma il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha ricevuto al Quirinale il Comandante Generale Leonardo Gallitelli insieme a una rappresentanza di allievi delle scuole di formazione dellArma, per poi assistere, alla presenza dei ministri della Difesa e dell'Interno, a una breve e sobria cerimonia interna, durante la quale sono state consegnate diverse Medaglie d'Oro al Valor Militare, Civile e Croci dOnore alle vittime impegnate in operazioni militari all'estero; a Palermo, presso la Caserma Carlo Alberto Dalla Chiesa, i festeggiamenti per i 199 anni dellArma si sono aperti con una simbolica rappresentanza in armi e la lettura del messaggio del capo dello Stato e del comandante generale dell'Arma, Riccardo Amato, il quale dopo aver rivolto un indirizzo di saluto a tutti i Carabinieri ha conferito alcune Ricompense ai militari che maggiormente si sono distinti nelle attività di servizio e ai familiari delle vittime cadute mentre prestavano servizio.
Come nel caso del Vice Brigadiere Giovanni Bellissima di Catania, la cui medaglia è stata consegnata al padre. Bellissima pagò con la vita laver svolto con coraggio il servizio di capo-scorta durante una sanguinosa guerra di mafia: fu ucciso da un commando mentre scortava verso il carcere il boss Salvatore Pavone.
E ancora il Capitano Antonio Merola (in foto) premiato con un Encomio Semplice per aver condotto insieme ai suoi uomini, anch'essi premiati, una prolungata indagine nei confronti di un gruppo ritenuto responsabile di associazione mafiosa ed estorsioni, indagine che ha portato a ben 4 provvedimenti restrittivi.
E poi il Maresciallo Capo Massimiliano Genovese (in foto) che, libero dal servizio e in abiti civili, nonostante fosse in compagnia della famiglia, non ha esitato a lanciarsi all'inseguimento del malvivente che, poco prima, aveva scippato la borsa a una giovane donna. L'uomo fu bloccato e arrestato dopo una violenta colluttazione.
Un encomio solenne è andato al Tenente Colonnello Salvatore Leotta di Agrigento che, dopo mesi di indagini, è riuscito a localizzare e a catturare un latitante, uno dei ricercati di massima pericolosità in ambito nazionale.
Infine un elogio scritto per il Carabiniere Scelto Daniele Passito, un carabiniere di quartiere distintosi nelle attività di prevenzione generale, per le capacità relazionali, il dinamismo e lattenzione dimostrata alla cittadinanza che lo ha ricambiato con la piena fiducia.