| Sono 34 le ordinanze di custodia cautelare emesse questa mattina all'alba nell'ambito delloperazione antiriciclaggio della procura palermitana eseguita dalla Guardia di Finanza di Roma, che ha colpito tutta lItalia.
L'indagine, una delle ultime coordinate dall'ex procuratore aggiunto di Palermo
Antonio Ingroia, prima della partenza per l'incarico ONU in Guatemala, e poi di competenza di un team di magistrati, composto da
Lia Sava,
Dario Scaletta e
Daniele Paci, ha portato alla scoperta di
un'associazione a delinquere organizzata per riciclare denaro: dai dollari ai franchi svizzeri e, addirittura, ai won sud coreani.
Secondo la ricostruzione dellaccusa, ad aver creato e favorito questo giro di riciclaggio internazionale sarebbe stato lavvocato tributarista Gianni Lapis, dall'alba di questa mattina in carcere e già condannato per essere stato uno dei principali riciclatori del tesoro di Vito Ciancimino, l'ex sindaco di Palermo vicino ai boss.
Insieme a Lapis, altri volti noti già coinvolti, nel dicembre 2011, assieme all'avvocato palermitano, in un'inchiesta della quale quella di oggi è un ulteriore sviluppo: Francesco Terranova, Salvatore Amormino e Nino Zangari. Agli arresti domiciliari con laccusa di associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio sarebbe finito anche Leonardo Di Giovanna, un funzionario regionale nei Beni e servizi.
Grazie a un agente sotto copertura, un ufficiale della Guardia di Finanza, gli inquirenti hanno potuto seguire da vicino la compravendita di 10 milioni di dollari, una compravendita che ha fatto luce sul modus operandi di questa organizzazione criminale, il cui obiettivo sarebbe stato quello di ripulire dollari, franchi e won cambiandoli con un controvalore ridotto del 15-20% della quotazione ufficiale delle monete, facendo scattare una percentuale del 5% per gli intermediari.
Nel blitz sarebbero finiti due sottufficiali dei carabinieri in servizio a Roma, che avrebbero avuto non soltanto un ruolo nelle complesse operazioni di riciclaggio ma che avrebbero anche commercializzato in modo illegale oro che arrivava dal Ghana.
L'indagine non si è ancora conclusa, in attesa di ulteriori chiarimenti da parte degli investigatori che credono nel coinvolgimento di diversi stati, dall'Italia alla Svizzera, dal Ghana alla Repubblica Ceca, in questa serie di operazioni finanziarie.