cronaca | Si è svolta stamattina davanti al Gup di Palermo, Daniela Cardamone, la prima udienza del processo che vede imputato
Samuele Caruso, che lo scorso 19 ottobre ha colpito a morte
Carmela Petrucci,
la giovane 17enne rimasta uccisa nell'androne di casa, in via Uditore 14, per salvare la sorella Lucia dalle coltellate dell'ex fidanzato, salvandole così la vita.
Oggi anche Lucia è presente in aula coi genitori e insieme a loro, a costituirsi parte civile, vi è anche il Comune di Palermo rappresentato dal sindaco Leoluca Orlando e dall'assessore Agnese Ciulla, che hanno definito così la loro presenza: "un atto di solidarietà e vicinanza alla famiglia Petrucci ma è soprattutto un atto di civiltà, che conferma quanto è nel DNA della nostra Amministrazione col rifiuto di ogni violenza di genere, di ogni violenza".
Gli avvocati difensori di Samuele Caruso che nei giorni scorsi ha chiesto la formula del rito abbreviato che potrebbe evitargli lergastolo giocheranno le carte dell'
infermità mentale, totale o parziale, ma spetterà a un perito accertare se il giovane fosse o meno di intendere e volere. In ogni caso, rimangono
indelebili le parole di Caruso una volta arrestato: "
Sono uscito da casa col coltello perché era mia intenzione uccidere Lucia".