cronaca | Avena Gioacchino, detto
u camorrista ru stadio, che recita poesie in siciliano stretto.
Giuseppe Teresi, detto il dragotto, che balla il Gangnam style.
Fabio, che ha lasciato Roma per tornare a Palermo, dove si sente a casa. Marco, ennese perso fra i vicoli del centro, che chiede informazioni su come arrivare «dalle parti che conosco io che però tu non sai quali sono».
Settimo, che alla fermata del bus dice «come si fa a stare fermi un'ora, un'ora e mezza così, e non passare autobus?».
Questo è il primo (a)round di Palermo di notte. Un giro-sfida, fra me con telecamera alla mano e Palermo con la notte nel cielo.
Ogni round ha un tempo definito: è il tempo dove il sole è nascosto, ed è il tempo dove si accende la luce nei lampioni e la luce-REC nella mia telecamera.