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È stata ritrovata dopo tre mesi la "Vittoria alata", la statua di Antonio Ugo trafugata a fine febbraio da Palazzo delle Finanze, nel centro storico di Palermo, in corso Vittorio Emanuele vicino la Cala.
A recuperare lopera in bronzo e stile liberty, alta quasi due metri e pesante quattro quintali, sono stati gli agenti delle volanti di Polizia: segata in tre parti, si trovava nascosta in un magazzino di via Antonino Della Rovere, nel quartiere Danisinni.
La febbre dell'oro... rosso - La "Vittoria alata", commissionata dal Banco di Sicilia e inaugurata al grande pubblico nel novembre 1922 nel ricordo del quarto anniversario dalla fine della Prima Guerra Mondiale, è stata probabilmente trafugata da una gang del rame. Cresce infatti nell'Isola la caccia a quello che viene oggi chiamato "oro rosso". Secondo i dati elaborati dal Viminale, negli ultimi mesi la Sicilia avrebbe guadagnato il primo posto con i suoi 317 furti di rame rispetto ai 1.586 registrai in tutta Italia: un business da capogiro che avrebbe già danneggiato il Paese per 100 milioni di euro. Il destino della statua sarebbe stato dunque la fusione, per ricavarne il rame da vendere ai mercati illegali cinesi dove un chilo di "oro rosso" può arrivare a costare anche 9 euro.
Nonostante le indagini e gli accertamenti sui proprietari del magazzino siano ancora in corso, non ci resta che pensare che parte della colpa spetti non soltanto all'amministrazione, che ha permesso lo stato di incuria in cui versa oggi un edificio storico, quale Palazzo delle Finanze, ma anche all'omertà dei cittadini palermitani: qualcuno deve aver pur sollevato una statua di quattro quintali e averla caricata su un autocarro per trasportarla, attraversando il centro città, fino in via Della Rovere, no?
Ma nessuno ha visto niente.