Inizialmente si è pensato che le fiamme erano divampate da un cumulo di sterpaglie, ma le indagini, che sono tutt'ora in corso, fanno pensare ad un piromane: nella zona erano stati segnalati cumuli di rifiuti non ritirata e adesso si ritiene che proprio una di queste piccole discariche sia stata data alle fiamme.
Ieri il corpo forestale, mentre i vigili del fuoco avevano difficoltà a spegnere le fiamme che minacciavano i ripetitori di Pizzo Eremita, ha chiesto l'intervento dei canadair della Protezione civile. Ma soltanto qualche ora dopo, è arrivato un solo apparecchio che ha garantito una portata di acqua prelevata dal mare di 6000 litri, insieme a due elicotteri della Regione Siciliana, dotati di recipienti da 400 litri. Gli agenti della forestale per tutta la notte si sono occupati di domare il fuoco al fine di evitare che deviasse verso i centri abitati. Questa mattina alle 7 sono tornati i mezzi aerei. "La situazione è critica - precisano dal comando provinciale - ma sotto controllo".
Altri roghi in Sicilia - In provincia sulle Madonie e a Camporeale, mentre ieri le fiamme hanno costretto a chiudere un tratto dell'autostrada Palermo-Catania tra Scillato e Buonfornello. Sempre ieri due incendi si sono sviluppati su Monte Catalfano, a Bagheria, e tra Corleone e Marineo. Diversi ettari di macchia mediterranea sono andati in fumo a Sciacca (Agrigento), nella zona del monte Kronio. Due i canadair della protezione civile impegnati nelle operazioni di spegnimento delle fiamme. Alcune abitazioni sono state lambite dalle fiamme, e i residenti sono stati momentaneamente evacuati.