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Ieri è stata inaugurata la mostra fotografica In principio di Paolo Morello, presso la Galleria Studio, Palazzo Moncada di Paternò, in Via Bandiera .
Continua il progetto espositivo di Galleria Studio, dopo il successo dellultima mostra dedicata ad una selezione di capolavori tra i più importanti fotografi italiani del Novecento, dalla collezione di Paolo Morello.
Ora è la volta di una serie di opere che vedono Morello impegnato come fotografo in prima persona, riunite sotto il titolo di In principio.
Frutto di una ricerca durata sette anni, la mostra raccoglie sessanta scatti in bianco e nero, dedicati al tema della Creazione. Dalla Teogonia di Esiodo al libro di Genesi si distende una trama di temi o, meglio, di figure, che dal Chaos, labisso primordiale, conducono il visitatore della mostra fino al racconto delluomo impastato nel fango, attraverso lintrico lussureggiante del giardino di Eden, la delicata presenza di Eva, linsidia di mostruosi serpenti. Temi topici della tradizione cosmogonica, ma che qui Morello rilegge attraverso il filtro di quella tradizione che da Nietzsche conduce a Jung e soprattutto ai suoi allievi, Erich Neumann e Marie-Louise von Franz. «Il tema nodale di queste fotografie scrive lo stesso fotografo è quello della coscienza. Si sforzano di rivelare lanalogia sostanziale che vi è tra il prendere forma dellUomo dalle profondità dellombra e del fango informe, lemergere della Terra dalle profondità delloceano e linquietante venire alla coscienza della Natura selvaggia. In tutti i casi, si tratta di un venire alla superficie, di un progressivo formarsi che è, in primo luogo, figura di una appropriazione».
Ne riesce un percorso assai denso, in cui le suggestioni visive non si limitano ad illustrare i testi più noti, ma introducono un diverso .livello di lettura, puramente visivo. Poiché visivo è, innanzitutto, il pensiero delluomo primitivo, il quale ragiona cioè per immagini, e non se ne serve, semplicemente, per illustrare concetti già prima affiorati alla mente. Ecco allora limportanza della fotografia e loriginalità del suo ruolo: diventare strumento di produzione di nuovi miti in forma di immagini. «Meglio di ogni altra tecnica di rappresentazione precisa al tal proposito Morello la fotografia aiuta a rivelare la duplice natura dellarte. Da un lato, essa assolve ad una funzione emintemente mitopoietica. Produce, cioè, nuovi miti. Alimenta luniverso dellimmaginale, secondo laccezione di Corbin, offrendo nuovi materiali alla riflessione e allanalisi. Dallaltro lato, la fotografia si costituisce essa stessa come strumento di analisi. In quanto costringe a vedere, induce e comporta un atto di consapevolezza rispetto al soggetto che si rappresenta».