musica&spettacolo | Lanno appena trascorso è stato ricco di novità musicali e in particolare di alcuni
album degni di nota. Non vogliamo parlare delle solite hit trasmesse da radio e tv,
vorrei provare piuttosto a dare unocchiata a quella che si potrebbe definire musica
non commerciale, ma non per questo meno interessante.
Italia - È stato un anno di importanti ritorni sulla scena alternative rock come nel caso
degli Afterhours che, grazie al loro ultimo lavoro, Padania, hanno vinto il premio
PIMI Premio Italiano Musica Indipendente - come migliore gruppo, e la prestigiosa
Targa Tenco per il miglior album. Ascoltando Padania ci si rende conto di come
la formazione milanese sia riuscita a smentire la critica che da alcuni anni a questa
parte considerava esaurita la loro vena artistica.
In questultima produzione Agnelli
& co. decidono di sperimentare nuove tecniche dincisione, registrando lintero
album in presa diretta. Il risultato ottenuto consiste quindi di canzoni totalmente
diverse luna dallaltra ma tutte di grande impatto allorecchio di chi ascolta.
Si ha
limpressione che la band sia maturata nel corso degli anni riuscendo ad adattarsi ai
tempi senza mai venir meno al loro credo rock.
Attraversando lItalia da Milano a Palermo, è doveroso parlare del duo Il Pan Del
Diavolo. La band, dalle sonorità tipicamente folk, con laggiunta di un pizzico di
cantautorato, è riuscita a ottenere una certa notorietà a livello nazionale, anche grazie
a un lungo tour che ha visto come tappa finale la città che gli ha dato i natali.
Dal
precedente album emergono differenze sostanziali, non aspettatevi quindi di trovare
quella sfrontatezza e quella veracità che ha contraddistinto il loro primo lavoro. Data
la collaborazione con due nuovi musicisti, risulta subito evidente levoluzione dal
punto di vista delle sonorità e della maturità della stessa band.
Rimangono comunque
presenti tracce del loro disco desordio, come Dolce Far Niente,ed Elettrica brano
che da anche il nome all'album.
Estero - Dando uno sguardo oltre i confini nazionali, trovo che sia da sottolineare
lesordio solista dellex leader dei White Stripes, Jack White, che allinterno del
suo ultra tecnologico studio di Nashville ha dato vita a Blunderbuss. Lalbum è
decisamente distante dalle precedenti esperienze del leader carismatico- White
Stripes, Raconteurs e Dead Wheater- e diventa spazio in cui generi diversi sono
perfettamente miscelati tra loro con un lavoro sul suono curato nei minimi particolari.
Cè un piccolo aneddoto legato alla registrazione della title- track Blunderbuss: il
brano inizialmente era nato elettrico, ma dopo diverse prove poco produttive, White
ha deciso di ridurlo allosso, inserendo chitarre acustiche, lap steel e un violino,
riuscendo a creare, così, unatmosfera totalmente nuova, registrata in presa diretta.
Dall'altra parte dell'emisfero arriva invece una band che ci riporta indietro di
quarantanni al tempo primi Pink Floyd e dei Beatles, del periodo psichedelico. I
Tame Impala, quartetto australiano al loro secondo album, sono riusciti a ricreare
e attualizzare sonorità tipiche degli anni 70, grazie alluso di chitarre con effetti
che sfumano nei suoni delle tastiere e viceversa. Ciò che colpisce maggiormente è
il timbro vocale e lo stile del cantante Kevin Parker che ricorda molto -non me ne
vogliate- John Lennon.
In Lonerism non è stato facile trovare pezzi più belli di altri,
ma sin dal primo ascolto Feels Like We Only Go Backwards si è impadronita della
mia testa. A mio parere è un disco da godersi tutto dun fiato.
Se siete stanchi di ascoltare la solita musica, le proposte appena citate sono quelle
che fanno al caso vostro!