Neanche due mesi dopo, il 19 luglio, un'autobomba carica di tritolo, uccide il giudice e la sua scorta davanti alla casa della madre a Palermo. L'agenda rossa sulla quale appuntava scrupolosamente ogni scoperta dopo la morte di Falcone sparisce dal luogo dell'attentato. In una foto si vede il maggiore dei carabinieri Giovanni Arcangioli allontanarsi con la borsa del giudice poco dopo l'esplosione.
Chi voleva l'agenda rossa? Cosa accadde in quei 57 giorni che vanno dalla Strage di Capaci alla Strage di Via D'Amelio?
Sono passati 20 anni dagli attentati che cambiarono il capoluogo siciliano e non solo. Tanto è stato scritto, tanto è stato detto, tanto ancora resta da scoprire. Chi poteva trarre vantaggio dalla sua morte? A condannare a morte Borsellino sono state le sue ultime, affannose indagini sulle trattative Stato-Mafia?
Giacomo Bendotti, con un libro a fumetti, "Paolo Borsellino. L'agenda rossa" (ed. BeccoGiallo), ricostruisce in questa graphic novel la storia e la figura di paolo Borsellino, offrendo un lettura inconsueta di quei 57 giorni, vissuti dal giudice palermitano tra il lavoro per la ricerca della verità e la vita familiare.
"57 tanti sono i giori che dividono la prima dall'ultima tavola di questo fumetto. Tanti furono i giorni di vita di Paolo Borsellino dal 23 maggio al 19 luglio 1992. Dalla morte di giovanni alla sua. L'autore ha scelto di vivere quel tempo con intensità, passione, angoscia". Così scrive Rita Borsellino nella prefazione del libro di Bendotti che sarà presentato oggi a Roma, a Fandango Incontro.
Giacomo Bendotti (Roma, 1984) ha frequentato la Scuola Romana dei Fumetti e si è diplomato in sceneggiatura presso il Centro Sperimentale di Cinematografia. Ha pubblicato la graphic novel Giovanni Falcone (BeccoGiallo, 2011).