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Giuseppe Arnone, tenuto sotto controllo per tre mesi dalla Procura di Agrigento, che lo ha intercettato nell'ambito di un'inchiesta per corruzione in atti giudiziari, è stato adesso accusato di aver esercitato pressione politica per ottenere una candidatura, nei confronti del governatore della Sicilia,
Rosario Crocetta, e di
Giuseppe Lumia, candidato come capolista della lista Il Megafono - di Crocetta - al Senato in Sicilia, a sostegno di Pier Luigi Bersani, durante le elezioni dello scorso febbraio.
Laccusa da parte della Procura agrigentina si poggia su un gran numero di messaggi e telefonate, attraverso i quali, Arnone, avrebbe fatto pressing per ottenere una sua candidatura, alle elezioni dello scorso ottobre, meritevole, a detta sua, per le numerose operazioni antimafia da lui condotte nella battaglia alla criminalità organizzata nel territorio siciliano.
Mi sto battendo come un leone, perché tu sia candidato. Rosario poi, alla fine, dovrà decidere Così Giuseppe Lumia ad Arnone, durante una telefonata intercettata A Rosario gli sto facendo pressing, addirittura siamo arrivati quasi al punto di rottura. Se Rosario non se la sente di fare una rottura con Bersani, sappi che io farò un comunicato stampa, dove dico che prendo le distanze
quindi arrivo pure a questo punto di rottura con il partito. Cioè significa che sono fuori. Per te lo sto facendo.
A seguito dellimputazione, e della conseguente pubblicazione delle intercettazioni fra lui e Lumia, Arnone ha replicato: "Con la diffusione illegale delle intercettazioni si vuole colpire me e Lumia. Sono pronto a difendermi in tutte le sedi".
Entrambi iscritti nel registro degli indagati, verranno convocati, a breve, in Procura per essere ascoltati dal procuratore Renato Di Natale.