politica |
Ore 12:52 - Rosario Crocetta ha revocato l'incarico al cantautore Franco Battiato, che nella sua giunta aveva la delega di assessore regionale al turismo. Lo stesso provvedimento è stato confermato per il fisico
Antonio Zichichi, che ricopriva il ruolo di assessore ai Beni Culturali e che più volte si era scontrato con le idee, opposte alle sue, della giunta Crocetta su temi importanti come il
nucleare e il
Muos. L'
assenteismo dello scienziato è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso.
Ore 10:03 - sono giunte anche le dichiarazioni del presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, che ieri aveva evitato di sbilanciarsi, non commentando laccaduto. Nella lettera di scuse del governatore, leggiamo: "Quando si sta nelle istituzioni, si rispetta la dignità delle istituzioni medesime e, nel caso di Battiato sicuramente si è andati ben oltre e si è violato il principio della sacralità delle stesse. Siamo orgogliosi di appartenere al popolo italiano e di avere un Parlamento, l'espressione della sovranità del popolo e della partecipazione dei cittadini alla vita democratica. Quando si offende il Parlamento, si offende tutto il popolo italiano e ciò non è consentito a nessun componente delle istituzioni. Mi dispiace veramente molto, sono addolorato. Il Parlamento in questo momento è rappresentato da figure come Laura Boldrini e Piero Grasso, impegnati nel profondo per rinnovare il Paese e all'interno del Parlamento ci sono uomini e donne che cercano di trovare una soluzione in una fase drammatica della vita economica, politica e sociale".
Sabato scorso il cantautore siciliano
Franco Battiato si trovava al
Parlamento europeo, a Bruxelles, nelle vesti di
assessore al turismo della Regione Sicilia, quando ha pronunciato una dichiarazione shock che stona, non soltanto con i versi poetici a cui ci ha abituato negli ultimi 40 anni, ma anche con il tono della sua flebile voce.
La dichiarazione - "La destra italiana è una cosa che non appartiene agli esseri umani. Queste troie che si trovano in Parlamento farebbero qualsiasi cosa. È una cosa inaccettabile. In Italia si sta avverando una profezia biblica. Parliamo la stessa lingua ma non ci intendiamo. Ognuno è artefice del proprio destino, questa Italia così fa schifo. È inaccettabile. Sono inaccettabili i loro discorsi. Servi dei servi. È l'idiozia dell'essere umano, che con 10 euro si compra un voto".
Le reazioni - La pesante affermazione e la perdita daplomb non tardano a diffondersi, come non si fanno del resto attendere le repliche. Prima fra tutte, quella del neo presidente della Camera Laura Boldrini, che si è detta stupita "che un uomo di cultura come Franco Battiato, peraltro impegnato ora in un'esperienza di governo in una Regione importante come la Sicilia, possa aver pronunciato parole tanto volgari".
Stesso sentimento per leuro deputata del PD Rita Borsellino, che mai si sarebbe aspettata di ascoltare parole così lesive della dignità delle donne da parte di Battiato. "Una caduta di stile che non rende onore alla cultura del maestro e che risulta inaccettabile alla luce del ruolo pubblico che ricopre e del luogo, il Parlamento europeo, in cui ha pronunciato queste parole. Battiato deve comprendere che la carica di assessore della Regione Siciliana comporta responsabilità". E aggiunge: "Con le sue frasi ha leso non solo la dignità delle donne, ma anche quella dell'istituzione che rappresenta. Per questo, reputo che il miglior gesto che possa fare sia quello di dimettersi da assessore".
Unaltra donna, il presidente della commissione Antimafia europea, Sonia Alfano, prende posizione contro le parole di Battiato, definite "inqualificabili". "È inconcepibile dice infatti che un rappresentante delle istituzioni si esprima con un linguaggio così volgare e all'interno delle aule del Parlamento europeo, che lo ha ospitato". E aggiunge: "invece di offrire precisazioni, l'assessore Battiato chieda umilmente perdono".
Il dietrofront di Battiato - Le "precisazioni" offerte, prima in un comunicato stampa e poi su Repubblica, a nulla sono servite perché nulla hanno risanato. "Il riferimento ha detto il cantautore era a passate stagioni parlamentari che ogni italiano di buon senso vuole dimenticare". E poi un pubblico atto di scuse a Laura Boldrini: "Sono particolarmente dispiaciuto che il Presidente della Camera si sia sentita offesa dalle mie parole, ma posso assicurare che la frase non era sessista. Facevo semplicemente riferimento alla 'prostituzione' che c'era nel Parlamento italiano fino a pochi mesi fa, sia maschile che femminile. Non facevo riferimento né al Parlamento europeo né al Parlamento attuale, ho solo parlato di un malcostume politico, non parlavo certo di donne. Io non sono mai stato sessista e chi mi conosce lo sa bene".