politica | Si è svolta ieri a Brescia, in Piazza Duomo - la stessa che scelse Grillo lo scorso 12 febbraio durante la campagna elettorale per le politiche -, senza non poche polemiche
la manifestazione organizzata dal PDL contro la magistratura che dopo l'esito del
processo Mediaset, dice Berlusconi, lo perseguita. Se alla vigilia, infatti, sembrava certo che nessun ministro dell'attuale governo si sarebbe unito insieme al Cavaliere contro quelle toghe "politicizzate", a sorpresa invece si sono presentati - oltre ai contestatissimi
Michele Gasparri, Renato Brunetta, Daniela Santanché e Roberto Formigoni - il vicepremier e ministro dell'Interno,
Angelino Alfano e l'attuale ministro dei Trasporti
Maurizio Lupi.
Il discorso del Cavaliere - Berlusconi, sentendosi già in campagna elettorale, ha difeso e ribadito non solo la necessità di togliere l'IMU, di cambiare il sistema di elezione del presidente della Repubblica e "di tagliare le unghie a quel mostro di Equitalia". Ma ha anche ricordato che si batterà con tutte le sue forze per una grande riforma della giustizia e delle intercettazioni: "un'esigenza degli italiani, non di Silvio Berlusconi. Come diceva Tortora: io sono innocente, spero lo siate anche voi", dice riferendosi ai magistrati.
Immediata la replica di Silvia Tortora: "Non posso accettare questi paragoni. Mio padre ha sempre rispettato i giudici, ha risposto alle loro domande e si è sempre presentato".
Ma non è solo la replica della figlia del presentatore tv scomparso 17 anni fa a farsi attendere. La prima reazione politica giunge da Rosy Bindi che dall'assemblea nazionale del PD ha detto: "Berlusconi ha annunciato un discorso pacato a Brescia, ma possiamo dire pacatamente che è molto grave che il vicepresidente del Consiglio abbia annunciato la sua partecipazione alla manifestazione".
Anche Stefano Fassina ha commentato l'adesione dei suoi colleghi: "Non c'è bisogno di essere anti berlusconiani per condannare senza se e senza ma le manifestazioni di Brescia e Milano, è sufficiente una cultura democratica ispirata alla costituzione".
E il ministro Graziano Delrio specifica: "Non si fa il bene del Paese se cariche dello Stato e del nostro governo manifestano in piazza contro la giustizia. Dobbiamo essere di esempio ai giovani difendendo tutte le istituzioni e i poteri dello Stato nella loro autonomia. Al lavoro della magistratura deve andare la nostra riconoscenza e solidarietà".
Ma le reazioni non giungono soltanto dal mondo della politica. A disegnare una situazione di difficoltà in cui giace la società civile italiana è Rodolfo Sabelli, presidente dell'Associazione Nazionale Magistrati, che commentando le dichiarazioni del leader del PDL, ha detto: "Quelle di Berlusconi sono accuse che vanno respinte con fermezza. Sono attacchi che non vanno sottovalutati e il fatto che questi si ripetano da anni e siano frequenti non toglie nulla alla loro gravità. È il solito campionario di dichiarazioni contro i magistrati faziosi che sarebbero mossi dall'odio e dal pregiudizio. Parole molto ripetitive che vengono affermate spesso, come se ripeterle con frequenza le rendessero vere''. ''Si tratta di luoghi comuni, la magistratura non è guidata né da odio né da pregiudizio, non fa che applicare la legge e lo fa in un sistema processuale fortemente garantito''.
Il PDL continua tutt'oggi a definire queste parole "accuse". Ed è Mara Carfagna, portavoce dei deputato del partito, a difendere la manifestazione e la libertà di partecipazione dei suoi colleghi a Brescia: "È curioso che l'ANM, che non è e non dovrebbe essere un partito politico, si senta di dover commentare o addirittura censurare il programma politico di un leader politico, impegnato in un comizio per la campagna elettorale amministrative". E conclude che così, l'Associazione Nazionale Magistrati ha alimentato il sospetto che si voglia orientare il giudizio dei suoi aderenti con un grave pregiudizio su Berlusconi".