A darne l'annuncio è stato qualche giorno fa lo stesso presidente
Crocetta, che ha già parlato di accordi imminenti con i vertici delle ferrovie.
I treni sono sicuramente un mezzo su cui puntare, un minore impatto ambientale e traffico più snello sulle non perfette strade ed autostrade regionali sono aspetti indubbiamente positivi, il problema è solo nel capire quanto l'opera possa essere utile all'intera regione.
Prima di approfondire l'argomento ho un po giocato sul sito di trenitalia, già consapevole del fatto che le due principali città siciliane sono oggi collegate in non meno di 4 ore (nella più ottimistica previsione), con 2 o 3 cambi in stazioni fantasma. Ho però provato stupore nello scoprire che esiste un collegamento mattutino che esegue la tratta in 2 ore e 45 minuti, tempi quasi dimezzati praticamente senza investimenti, forse per migliore organizzazione: un treno diretto e poche fermate intermedie.
Il gioco è però divenuto drammatico quando ho deciso di mettere Trapani alla voce stazione di partenza e Siracusa come arrivo, risultato? 10 ore e 12 minuti di percorrenza per la soluzione più veloce.
Anche la tratta da Palermo a Ragusa gode di una tempistica di tutto rispetto, 7 ore e 4 cambi, con addirittura il bar in alcune stazioni.
Le linee ferroviarie siciliane sono state costruite all'inizio del secolo scorso, questo è vero, ma a parte le fasce tirrenica e ionica, le tratte originarie sono lungamente riconoscibili, a causa dei pochissimi lavori di ammodernamento e solo uno stato di totale abbandono deciso soprattutto dalla società di gestione, a cui la politica regionale ha dato assenso forse per qualche interesse personale.
I treni non hanno mai avuto vita facile in Sicilia perchè nessuno ha mai voluto seriamente puntare su questa forma di trasporto e servizi che in parte funzionavano sono stati declassati piuttosto che migliorati. Esempio: se prima da Licata era possibile giungere a Palermo in 3 ore con un treno diretto, adesso occorrono circa 4 ore e cambi in 3 stazioni; naturale che quel discreto numero di viaggiatori che usufruiva del servizio abbia deciso di ripiegare su altri mezzi.
Prima ancora di parlare di alta-velocità poniamo il dubbio se non sia il caso di analizzare più in generale il sistema ferroviario siciliano, o forse tutto il piano trasporti dell'isola; collegamenti efficienti permettono maggiore mobilità, aspetto da tenere in considerazione anche per un pieno sviluppo turistico, settore che dovrebbe essere trainante per la Sicilia ma che è abbastanza abbandonato a se stesso.
Che siano treni o altre vie di comunicazione, la Sicilia necessità di un sostanziale ammodernamento fatto con coscienza e tutelando i luoghi d'interesse naturale e storico, rendendoli semmai più vicini.
L'alta-velocità non può essere un punto di partenza escludendo tutto il resto, il territorio siciliano è molto esteso ed ogni angolo di questo territorio ha da offrire qualcosa.
Il 2012 è stato considerato da molti analisti come un anno di grande cambiamento per la Sicilia, ma illustri siciliani hanno sostenuto in passato che se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi, nessun pregiudizio sulle intenzioni del presidente Crocetta, semplicemente un ricordo a grandi opere viste come prioritarie per lo sviluppo dell'isola, ma che senza una reale miglioria delle vie di comunicazione interne, rimarranno delle semplici cattedrali nel deserto.