politica | Bipartisan; come la politica si unisce per salvare lItalia (da loro stessi), la stessa convergenza viene spesso trovata negli
scandali che quotidianamente scuotono il nostro Paese.
I dieci arresti di oggi, ordinati dalla
Procura di Messina, sono la cronaca di uno scandalo già annunciato. Risalgono infatti al
26 giugno scorso gli avvisi di garanzia per Genovese e Rinaldi, deputati del Pd e di altre 9 persone. In quel caso le accuse contestate erano di
associazione per delinquere,
peculato e
truffa.
Gli arresti di oggi sono la logica conseguenza per fatti che in molti probabilmente conoscevano; soprattutto la trasmissione Report che già nel dicembre scorso aveva portato alla ribalta questa ennesima e triste storia di malapolitica basata truffe e favoritismi.
I fatti di oggi vedono comunque larresto di 10 persone, coinvolti tre centri di formazione: Lumen, Aram e Ancol. Tra i destinatari dei provvedimenti ci sono Chiara Schirò e Daniela DUrso, mogli rispettivamente di Genovese e dellex sindaco di Messina Giuseppe Buzzanca. Per loro laccusa è di associazione a delinquere finalizzata al peculato e alla truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche destinate a progetti formativi.
Le stesse accuse sono rivolte anche agli altri indagati: Elio Sauta, ex consigliere Pd e presidente dellente Aram, sua moglie Graziella Feliciotto. Sempre in quota Pd unaltra arrestata, Cettina Cannavò, tesoriere dei democratici.
Gli arrestati in quota Pdl, partito dellex sindaco Buzzanca, oltre alla moglie sono: Melino Capone, ex commissario dellAncol ed ex assessore della giunta Buzzanca, in carcere anche il fratello Natale.
Altri ordini di custodia, per alcuni in carcere, per altri ai domiciliari, sono stati emessi per Natale Lo Presti, Nicola Bartolone, Giuseppe Caliri.
Secondi i giudici del tribunale di Messina, gli indagati avrebbero creato un sistema che con la complicità di parenti e amici era volto alla sottrazione di denaro pubblico tramite false fatturazioni; gli enti infatti erano accreditati presso la Regione, per cui avrebbero ricevuto finanziamenti sia regionali che dalla Comunità Europea. In diversi casi alcune fatture sarebbero state gonfiate o emesse senza che nessuna spesa sia stata in effetti eseguita; ci sarebbero poi affitti di locali a prezzi agevolati (per gli affittuari).
Lennesima inchiesta sul mondo della Formazione mette in luce un sistema collaudato, volto alla speculazione e sperpero di denaro pubblico, in cui gli affari vengono compiuti tra amici e parenti a scapito della collettività. Chiediamo al presidente Crocetta di far avviare controlli a tappeto e capillari nei confronti di tutti, non occorre aspettare che sia la magistratura a scoperchiare cose purtroppo note.
Molte delle vicende emerse oggi le avevamo messe nero su bianco lo scorso 26 giugno; non occorre essere veggenti, semplicemente ci siamo presi la premura di ricostruire un po di fatti.
La magistratura ha bisogno di prove, le istituzioni invece di volontà.