politica | Solo 25 milioni di euro lanno; è questo il costo di
Sicilia e-service, agenzia che avrebbe dovuto gestire il reparto informatico della Regione. Si è invece scoperto che tutti i dati informatici venivano inviati in Valle DAosta.
Lindagine è emersa per un finanziamento di circa 5 milioni di euro chiesto dalla società per riportare nellisola i dati, da registrare inoltre uninchiesta avviata dallOlaf, lagenzia europea anti-frode. Oltre ai 25 milioni, ci sarebbero circa 150 milioni di euro arrivati da Bruxelles con fondi gestiti in maniera poco limpida; sarebbero infatti arrivati in maniera diretta, senza nessuna gara dappalto.
I fondi europei sarebbero dovuti servire alla formazione del personale, in modo da rendere autonoma la Regione, ma come spesso accade, nessuna persona è mai stata formata. Il fiume di denaro avrebbe però avuto la funzione di alimentare rapporti particolareggiati con i soci privati; tra loro Accenture e Engineering.
Intanto, dalla Regione, è arrivata la chiusura della società.
Sicilia e-service è attiva dal 2006, i soci chiedono 100 milioni di euro per servizi resi e mai pagati; lassessore regionale alleconomia, Luca Bianchi, ha annunciato che le fatture saranno vagliate singolarmente, i servizi che non sono stati resi non saranno pagati.
Altro annuncio è che i 25 milioni disponibili questanno per la manutenzione del software e dellhardware saranno erogati solo dietro gare dappalto, in modo da rendere più limpida e meno dispendiosa la gestione.
In questottica, un valido suggerimento alle istituzioni, potrebbe essere lutilizzo di software libero, pratica già diffusa in quei Paesi dove più che allo sperpero di denaro, è verso un migliore funzionamento della cosa pubblica che si guarda.