La leggenda di Sir Alex Ferguson iniziò da Aberdeen
Il primo titolo conquistato nel lontano '83 contro il Real Madrid (guarda il video della finale)
di Fabio Belli
#Controcalcio | Sir Alex Ferguson si è congedato da Old Trafford facendo calare il sipario su una autentica leggenda, per il Manchester United e il calcio inglese e internazionale in generale.
Lultima Premier League vinta è il tredicesimo titolo nazionale portato a casa dallallenatore e manager scozzese, che chiude una carriera per certi versi impareggiabile, soprattutto considerando la longevità del suo mandato sulla panchina dei Red Devils.
Prima di approdare in terra mancuniana però, e parliamo ormai del lontano 1986, Ferguson si era abbondantemente fatto le ossa in patria, arrivando anche a guidare la Scozia nei Mondiali messicani. In un campionato però da sempre dominato da Rangers e Celtic, le squadre di Glasgow da sempre ai vertici del football scozzese, gli anni 80 fecero registrare gli ultimi successi di squadre al di fuori dellOld Firm.
Il Dundee United, e soprattutto lAberdeen, che sotto la guida di Ferguson aprì un ciclo in Scozia e in Europa, straordinariamente vincente per un club di così piccole dimensioni.
Negli ultimi anni Aberdeen ha vissuto un periodo di rinascita culturale importante: terza città della Scozia per estensione e popolazione dopo la capitale Edimburgo e Glasgow, ha una media di iscritti alluniversità di gran lunga superiore a quella nazionale, è animata da diverse iniziative culturali e, rarità per le frastagliate coste scozzesi, anche una spiaggia punto di ritrovo per molti giovani. Ma quando Ferguson, manager alle prime armi vi approda nel 1979, lo scenario è quello un po' ruvido e grigio della provincia della Scozia, che trova nel calcio occasioni di riscatto sociale. Occasioni abbastanza rare a dire il vero, visto che fino ad allora in bacheca per lAberdeen ci sono solo due Coppe di Scozia ed il titolo del 1955.
Ferguson da calciatore aveva giocato nellAberdeen, conosceva bene lambiente, e soprattutto sapeva una cosa: per battere i colossi di Glasgow bisognava giocare danticipo, assicurandosi i migliori giocatori scozzesi prima che le loro quotazioni salissero alle stelle.
E le scelte di "Fergie" dimostrano la lungimiranza che lo contraddistinguerà anche nella quasi trentennale esperienza allo United. In porta, Jim Leighton che difenderà i pali della nazionale scozzese fino ad oltre i quarantanni. In difesa, il roccioso Willie Miller, un mito dellAberdeen, 558 presenze in ventanni in biancorosso. A centrocampo, Alex McLeish davanti alla difesa e Gordon Strachan a fare gioco.
Non è un caso che con Ferguson come mentore, i quattro diventeranno tutti allenatori. Di sicuro cè che nel 1980 lAberdeen vince, sotto la guida di Fergie, il suo secondo titolo scozzese al primo colpo, ma il meglio, è proprio il caso di dirlo, deve ancora venire.
Grazie al tecnico scozzese infatti, il nome di Aberdeen inizia a girare per lEuropa. Soprattutto, tra l82 e l84, la squadra delle Highlands vincerà tre Coppe nazionali di fila, che spalancheranno le porte della Coppa delle Coppe. Nel 1983, lanno più esaltante della storia dellAberdeen, la squadra ha trovato un equilibrio perfetto, e fila dritta verso la finalissima di Goteborg contro il Real Madrid di Santillana, Stielike e Camacho. Partita a pronostico chiuso, tanto che i tifosi delle merengues in buona parte snobbano la trasferta scozzese, con lo stadio Ullevi per tre quarti riempito dai colori biancorossi.
LAberdeen scende in campo con questa formazione: Leighton, Rougvie, McLeish, Miller, McMaster, Cooper, Strachan, Simpson, Weir, McGhee, Black. Una filastrocca che ogni ragazzino di Aberdeen sa ancora ripetere a memoria.
Eh sì, perché dopo sette minuti Eric Black fa esplodere la festa scozzese portando subito in vantaggio i suoi. Il Real capisce che non si tratterà di una passeggiata, e pur trovando al quarto dora il pari grazie ad un rigore di Juanito, soffre la grinta e la concretezza scozzese, esaltata dalle rapide trame di gioco disegnate da Ferguson.
Ma leroe della partita non fa parte dellundici iniziale dellAberdeen. Si va ai supplementari, e poco prima del fischio finale Ferguson getta nella mischia John Hewitt al posto di Black. Nel secondo overtime, sarà lui a realizzare una rete che rimarrà incastonata nella storia del calcio scozzese per sempre.
Il potente Real Madrid è battuto, lesultanza sugli spalti è sfrenata, lAberdeen dal freddo e grigio Nord della Scozia è catapultato nel caldo cuore dEuropa. Una potenza continentale, confermata dalla vittoria nella Supercoppa Europea contro lAmburgo, che permetterà di raggiungere il tetto dEuropa ai biancorossi.
Limpresa più incredibile di Ferguson, pronto poi a scrivere la leggenda del Manchester United.