Fotosintesi |
VINCERE L'IPOCONDRIA - Lo sappiamo tutti, quando fa freddo o cè la pioggia, non sono tante le cose che ci va di fare.
La migliore sarebbe restarcene a letto a goderci il caldo e, se non fosse per il lavoro, molti
seguirebbero listinto di risparmiare energie e rischi di raffreddore!
In inverno, anche nel nostro hobby preferito vige la stessa regola e, molti di noi,
allapertura delle finestre nei giorni di festa, scorgendo un cielo coperto o la pioggia, colti
da scoramento, si rimettono a letto! Non dico che sia sempre sbagliato e confesso che
alcune volte, ho fallito delle possibili splendide immagini per pura e semplice ipocondria!
Il termine ipocondria deriva dal greco e in tempi antichi, indicava disturbi localizzati
nella fascia addominali. Molto più tardi si comprese che la causa di questo malessere era
collegata ad aspetti psicologici, in particolare, alla paura di compromettere il proprio stato
di salute. Oggi, da uomini evoluti, ricordando i tempi della scuola, scopriamo quindi che
al mattino, quellimprovviso mal di testa, mal di pancia o la strana febbriciattola, altro non
erano che lipocondriaca paura che la scuola... compromettesse la nostra salute!
Ergo, senza offesa per alcuno, siamo tutti ipocondriaci!
PREPARARSI CON MOLTA CURA -
Detto questo e mettendo da parte gli aspetti psicologici, usiamo tutta la nostra
determinazione per... uscire dal letto; diamo la massima fiducia alla nostra fotocamera
e, anche col cattivo tempo, mettiamoci alla ricerca del risultato che fotograficamente
cinteressa, muovendo da una buona organizzazione.
Partiamo quindi dalle basi necessarie ad affrontare una giornata fredda, con una
probabile pioggia, anche se non chiaramente manifesta, e cerchiamo di non dimenticare
lindispensabile. Questo termine, lo rappresenteremo in 9 punti; ed esattamente:
N.1 Per la nostra protezione (è scontato), occorrerà un buon impermeabile, meglio se
a lenzuolo e possibilmente con cappuccio. Se questo non cè, un berretto con visiera,
spruzzato con un impermeabilizzante spray, sarà certamente adeguato.
N.2 Serviranno anche degli stivali in gomma (ve ne sono da 5 /10 . ottimi), da portare in
auto e utilizzare alla bisogna.
N.3 Per usare la camera senza avere le mani gelate, guanti in lattice! Questi ci
permetteranno pure una sufficiente sensibilità, fregandosene del bagnato!
N.4 Se non disponiamo di una borsa predisposta per la pioggia, non dimentichiamo
almeno alcuni sacchetti di plastica.
Questi, adeguatamente grandi, ci consentiranno di
coprirla, ponendo al riparo dallacqua accessori e ottiche, nei momenti in cui non saranno
in uso.
Se disponiamo di fotocamera e ottiche tropicalizzate, anche sotto una pioggia scrosciante
non avremo problemi se si bagneranno! Se invece non lo sono, sarà bene proteggerli.
Acquistando dei fogli di plastica morbida, potremo divertirci a preformarli, utilizzando
una forbice e una spillatrice. Se non troviamo i fogli in plastica o non avremo tempo per
cercarli, potremo utilizzare uno di quei sacchetti citati prima. Dovremo predisporre un
foro per lottica, facendo in modo che fuoriesca il solo paraluce. Perciò lo applicheremo
allottica solo dopo aver forato il sacchetto nel diametro dellobbiettivo.
Attenzione a non sottovalutare che i sacchetti dovranno essere trasparenti, pena il dover
lavorare al tatto sui comandi della camera e se non useremo loculare, per via del
non raro problema dellappannamento, dovremo usare il Live view, con lessenziale
necessità di una completa trasparenza.
N.5 Che lottica sia tropicalizzata o meno, dovremo comunque preoccuparci dellacqua
sulla prima lente. Anche una sola gocciolina che vi si depositi, costituirà un problema
e, verosimilmente, la goccia non arriva mai da sola! Oltre che rendere inutilizzabili le
nostre immagini, la prima cosa che faranno le gocce dacqua, è impedire allautofocus di
funzionare correttamente. Quindi, sarà necessario disporre di un panno specifico, per la
pulizia del filtro UV o ND, che come molti di voi saprete, auspico sia sempre presente
sulla prima lente. Ovvio che sotto la pioggia non potrete usare delle cartine, quindi in
alternativa consiglio un Arix (chi è sposato potrà chiederlo alla moglie che, certamente
lo conosce), con l80% Poliester e il 20% Polyamide (in italiano poliestere e poliammide),
è costituito da una fibra con trama a microuncini e, tenendolo assolutamente pulito, alla
bisogna farà un ottimo lavoro!
N.6 Limmancabile cavalletto!
Complice la più bassa luce del tempo nuvoloso e la limitata mobilità dovuta a pioggia,
fango o neve, dovremo fare i conti con tempi desposizione divenuti più lunghi. E con la
mancanza dappoggi di fortuna, per lo più bagnati, se avremo dimenticato o trascurato
di portare il nostro tripide, sicuramente ce ne pentiremo! Va anche ricordato che in
inverno, con la pioggia, i torrenti sono più ricchi dacqua e servirsi del cavalletto per
ottenere delle immagini particolari, anche non lontani dalla città, è una condizione
assolutamente irrinunciabile.
N.7 Se disponiamo di un assistente, un amico o un collega appassionato, sarà unottima
idea portare con se un bellombrello; meglio se di misura grande! Questo consentirà
la realizzazione di una specie di rapida postazione, dove, nello scambio di attività, uno
sosterrà lombrello allaltro, scambiandosi il compito durante le operazioni.
In mancanza del collega, anche la fidanzata/moglie, potrebbe essere funzionale allo
scopo ma, attenzione... non credo potrà durare il tempo sufficiente a fare più di un paio
dimmagini!
N.8 Se attueremo una tecnica di tempi desposizione lunghi e, se ne siamo in grado, anche
qualche scatto in HDR (acronimo che sta per High Dynamic Range), sarà dobbligo un
piccolo sgabellino ripiegabile. Anche in questo caso, soli 10/15 . basteranno per trovarne
di ottimi allo scopo.
N.9 Da ultimo, ma non ultimo per importanza, non dovrebbe mancare il Flash per la
schiarita e le possibili riprese in Slow-Sink. Come anche un filtro ND da almeno 6/
8 diaframmi, per i nostri effetti creativi. Questo ci permetterà tempi desposizione più
lunghi, quando per ottenerli non basteranno diaframmi chiusi e la minima sensibilità ISO
consentita dalla camera.
LA SCELTA DEL SOGGETTO - Molte di queste note sembreranno poca cosa, un vademecum per neofiti alle prime armi,
appena giunti alla linea del fuoco. Ma, scagli la prima pietra, chi tra noi esperti, non sia
stato tradito da una banale dimenticanza come quelle elencate qui.
Avrei voluto addirittura che i punti fossero 10! Aggiungendo quello che avrebbe meritato
da solo una lunga trattazione.
Ma sperando che ogni fotografo abbia una sua personale idea del soggetto da riprendere,
non ho voluto banalizzare ricordandolo. Però, il punto avrebbe dovuto essere proprio
questo: NON SCORDATE IL SOGGETTO!
Inutile credo, elencarne alcuno. Spesso anche improvvisando, spuntano buone immagini.
Ma personalmente, credo che buona regola sarebbe prevedere una riflessione che apra
delle scelte primigenie che non ci facciano fallire lintento di un buon tema e di un preciso
programma per un ottimo set di riprese.
Quel che serve, è cercare con la propria fantasia cosa vorremmo ottenere, cosa nella
propria mente rappresenta linverno e come ce lo configuriamo fotograficamente!
Se ci concentreremo su questo pensiero, quando nella nostra testa apparirà limmagine,
allora saremo pronti!
Non sarà inutile suggerire comunque, labbandono di strade già viste, fotografie che
abbiamo avuto rappresentate mille volte, anche bellissime, ma che per noi, potrebbero
risultare molto difficili da ottenere, non fossaltro che per location impossibili. Questo è
un pensiero che potrebbe scoraggiarci! Perciò, meglio aguzzare la vista e dedicare molta
attenzione ad aspetti desueti e poco esplorati. Ciò servirà non solo a metterci al sicuro da
confronti scomodi - molti i grandi fotografi che hanno approfondito i temi dellinverno -
ma ci aiuterà a indirizzare una nostra personale visione che, oltre ad essere un sano
esercizio, non è mai detto che non possa rappresentare degnamente il nostro stile!
Dunque, occhio alloculare e buon lavoro a tutti voi.