Comporre, nella pura accezione del termine, significa accostare ordinatamente allinterno
di uno spazio, nel nostro caso il fotogramma, qualcosa di coerente che raggiunga un senso
di completezza armonica.
Descrivere fotograficamente una scena, è come esprimere su un foglio di carta un disegno
o su una tela un quadro.
Partire da un punto essenziale, qualsiasi sia il soggetto da catturare, devessere il
principio. Fare di questo uno strumento, ed il tema della comunicazione, dipende soltanto
da noi! Per raggiungerne la consapevolezza, sarà necessario affidarsi a considerazioni
semplici ma basilari e se disponete di un apparecchio Reflex, indipendentemente
dallottica che state impiegando, varranno essenzialmente gli stessi elementi fondamentali:
A) Decidere quale debba essere il soggetto principale.
B) Comportarsi come se volessimo disegnare un foglio di carta.
C) Proporzionare il rapporto dimensionale del soggetto nel contesto dinsieme.
A volte il soggetto si presenta come un disegno lineare, tipo uno steccato o una Sky Line
di case o città (vedi Foto 6 da SX). In questi casi bisogna chiedersi: come interagisce il
soggetto con i bordi del formato? Come si colloca nellarea del fotogramma?
Ed è qui che vale tenere in conto, lultima considerazione del disegno che stiamo
componendo, forse la più importante:
D) Dividere larea del fotogramma in zone complementari (in generale 2 o 3 ma anche di
più), con formato attinente ai compiti assegnati al soggetto.
La corretta procedura per riuscire ad ottenere una buona composizione, prevede un
completamento essenziale del punto D: configurare ogni area del fotogramma, con una
chiara connotazione!
Per gli occhi dellosservatore infatti, le aree dellimmagine, rispondono ad un fenomeno
legato al modo con cui il nostro cervello le percepisce. Il fenomeno, in gergo fotografico,
è il cosiddetto Centro dInteresse, cioè larea del fotogramma che produce il maggior
interesse agli occhi dellosservatore. Minori saranno i centri dinteresse, più il nostro
disegno, la fotografia, colpirà locchio dellosservatore.
Variare laltezza della fotocamera -
Il cosiddetto Punto di Presa, è la posizione che lobbiettivo della nostra camera
assume rispetto alla scena da riprendere. La fotocamera quindi, tende così ad imporre il
proprio punto di vista! Alcuni anni addietro, era un parametro molto variabile e correlato
fondamentalmente al tipo di fotocamera. Una SLR (Single Lens Reflex) inquadrando
attraverso un pentaprisma nelloculare, era allaltezza dellocchio del fotografo. Una
camera a traguardo TLR (Twin Lens Reflex), le cosiddette binoculari (Rolleiflex, Mamiya
etc.) erano elevate allaltezza del petto mentre le vecchie camere, le cosiddette a Cassetta
riprendevano dallaltezza della vita.
Al contrario di ieri, le moderne fotocamere DSLR o CSC, sono ormai
fondamentalmente di due tipi: con traguardo attraverso un oculare, quindi con una altezza
legata a quella dellocchio del fotografo, oppure attraverso lo schermo di visione della
camera. Forse quindi, un po più in basso ma, in sintesi, alla stessa altezza.
Così, è piuttosto facile subire passivamente la posizione di presa imposta dalla propria
fotocamera.
Eppure, esistono mille diversi punti da cui guardare una scena. A volte basta una sedia su
cui salire, per offrire allottica una diversa inquadratura che può rendere molto differente
la scena (vedi foto 1).
Ugualmente, posizionandosi in ginocchio o sdraiati per terra, potremo catturare una
visione particolare o comunque inconsueta, evitando il ripetitivo punto di vista allaltezza
dellocchio (vedi foto 7).
Quindi semplicemente variando anche di poco la nostra abitudine, si riuscirà non di rado,
ad ottenere una conveniente quanto interessante variazione della scena. Spetterà poi al
fotografo la scelta più idonea rispetto a ciò che vorrà ottenere. Che sia dallalto o dal basso,
comunque questo cambierà il punto di presa, il senso e limportanza che egli vorrà dare al
messaggio.
La configurazione del soggetto -
Tenute nel dovuto conto le considerazioni basilari appena espresse, molti e diversi
possono essere gli accorgimenti che concorrono allesaltazione di un determinato soggetto.
Ad esempio, possiamo rafforzarne i contorni, anteponendolo ad uno sfondo uniforme
monocromatico o colorato che sia. Ugualmente, possiamo sfruttare la PDC (Profondità
di Campo), per creare, da uno sfondo complesso, un pattern confuso che tenda a
evidenziare il soggetto in PP (Primo Piano), staccandolo nettamente dallo sfondo.
Anche uno sfondo semplice e lineare come il cielo o lacqua, può essere utilizzato
coerentemente con ciò che intendiamo evidenziare. Ad esempio si può sottolinearne il
solo profilo, con leliminazione dei contenuti interni al soggetto, esaltandone così le linee
essenziali (vedi foto 5/8).
Per ogni tipologia di soggetto, lattento studio di ciò che intendiamo ottenere e alla base del
risultato finale. Nella figura umana, ad esempio, lo studio fotografico è lambiente ideale
per una fotografia ben bilanciata. Ma anche senza di questo, utilizzando una luce laterale
posizionata convenientemente od anche la semplice luce proveniente da una finestra,
meglio se munita di una tenda chiara, si potrà esaltare le caratteristiche del soggetto,
aiutandosi con il trucco e labbigliamento (vedi foto 2).
Le odierne fotocamere digitali, offrono unimpagabile plus, per il raggiungimento di
un buon risultato. Esso è costituito dalla possibilità di rivedere limmagine ottenuta,
lavorando le opportune modifiche dopo alcune prove. Ugualmente è possibile avere una
precisa idea, utilizzando il cosiddetto LV (Live View), cioè la possibilità di vedere la
reale immagine che riusciremo ad ottenere, dopo che avremo predisposto la scena da
riprendere.
Insomma il buon risultato è possibile abbastanza facilmente, contando molto sulla nostra
fantasia e inventiva ed utilizzando quanto le attuali tecnologie delle moderne fotocamere ci
mettono a disposizione.
Tipi di Prospettiva - La Prospettiva, è lunico strumento che abbiamo, per rendere in fotografia, laspetto
tridimensionale che la visione reale di una scena ci offre.
La profondità, risulta dimportanza essenziale quando i soggetti di maggior interesse
insistono su un campo medio se non addirittura decisamente lungo. Sarà quindi con
una prospettiva lineare che potrete far convergere, proprio su queste aree, il maggior
interesse dellosservatore.
Si dovranno perciò sfruttare al massimo, le linee convergenti e leffetto continuo della
riduzione dimensionale che queste danno alla scena correndo verso il fondo (foto 3)
Allo stesso scopo, si può anche sfruttare la cosiddetta Prospettiva Aerea, cioè quella
condizione atmosferica che, sfruttando il cambiamento tonale, rende lo sfondo sempre
meno dettagliato fino alla sua resa finale eterea (foto 4).
Ma anche quando la scena inquadrata non presenti particolari condizioni atte a
considerarla una prospettiva aerea, sfruttando particolari condizioni atmosferiche, atte a
determinare una migliore suddivisione dei piani dellintera composizione, lidea di una
maggiore profondità può essere sfruttata a pieno. Misurando lesposizione in modo che
tutti questi elementi determinati da piani differenti, vengano esaltati attraverso una loro
identificazione esposimetrica, faremo si che locchio dellosservatore possa sprofondare
verso il fondo della scena.
Conclusioni - Naturalmente tutta la trattazione sulla composizione fotografica, non può esaurirsi in
queste poche righe. Ne daltra parte, nomi eccellenti della fotografia, cimentati su questi
temi, molto più meritoriamente di me, hanno esaurito gli argomenti. Ergo, tornare su
questa materia sarà dobbligo!
Auspicando nel frattempo che i nuovi adepti alla fotocamera, oggi siano riusciti a cogliere
spunti opportuni per un loro miglioramento tecnico nella composizione, fisso un nuovo
appuntamento a breve.