Muro Rosanero | Ho deciso, dopo meditata introspezione interiore, di assecondare il mio
karma positivo nellapproccio alla stesura di queste righe, sconfiggendo la rabbia e i rancori da tifoso più che deluso offeso dagli eventi succedutisi disgraziatamente.
Molti di noi hanno trovato nei colori rosanero un rifugio periodico alle angosce quotidiane, sempre maggiori, garantendosi almeno la domenica pomeriggio un momento di evasione dove sentirsi orgogliosi delle proprie radici e in cui riconoscersi cittadinanza.
Abbiamo sopportato, (io per primo, in infanzia juventino di rara intollerabilità) gli sfottò di chi ci chiamava ex strisciati, di chi ci chiedeva se lanno prossimo saremmo tornati allovile e di chi ci ridicolizzava quando ricordavamo le trasferte a Trapani per il Palermo di Rumignani, perché tanto alla fine lemozione di quelle domeniche pomeriggio, sapevamo sarebbe stata sempre più grande.
Il nostro rancore è quello di chi si vede sottratto un pezzo della propria felicità; è questo che proprio non ci va giù.
La realtà è però, come lucidamente riassunto dal mio fedele compagno di abbonamento Vicio Agozzino, che razionalizzando potremmo sfidare tutti coloro che oggi dannano il mondo intero a confessarci se 11 anni fa, quando sulla panchina Rosanero fu chiamato bomber Pruzzo, quello cui Oronzo Canà aveva visto fare pio-pio, qualcuno sarebbe stato così folle da immaginare di potersi godere 9 anni consecutivi in serie A, 5 qualificazioni in coppa UEFA, di arrivare per 2 volte a un passo della qualificazione in Champions, di giocarci una finale di Coppa Italia con annesso esodo di massa. Chi?
Oggi Zamparini è il nostro nemico, larteriosclerotico folle e mercenario; colui che ci ha ridicolizzati raccattando tre vu cumprà ai semafori, fasciandoli con dei lenzuoli colorati e spacciandoli per gli sceicchi investitori. Quello che da 4 anni si arricchisce con palesi operazioni di esportazione di fondi neri camuffate da acquisti di mercato allestero, quello che dice che ci ha rimesso 90 milioni e invece si è fatto (Conca) doro. Nonostante tutto, Zamparini resterà comunque colui grazie al quale abbiamo vissuto ciò che diversamente mai sarebbe stato possibile. Questo non scordiamocelo.
Il nostro dovere oggi è quello di dire: Grazie di tutto; ma ora è arrivato il momento di salutarci.
Dopo di lui, sia chiaro, potremmo tornare quello che siamo sempre stati, una squadra da zona salvezza in serie B quando ci andava bene. O peggio ancora quelli che con 30.000 persone sugli spalti contro la Battipagliese mettevano in campo Zancla, Andrisani e Di Somma. La realtà amara è che la rappresentazione calcistica vera della dimensione della nostra città è questultima, non di certo quello che siamo stati fino a ora.
Ci resta soltanto unultima cosa da salvare: la dignità e lorgoglio di essere e sentirci palermitani. Inutile chiedere ad un Friulano di rappresentare questo sentimento, tocca a noi. Come? Un modo cè e lho trovato. Ho deciso che lultima partita di serie A del Palermo (per chissà quanto
) a cui assisterò ha la data del 21 aprile, a Catania, al Massimino. Andrò li a farmi coprire di insulti, a farmi ridicolizzare, a farmi dire che la Sicilia quella vera sono loro, a farmi gridare in faccia serie B. Ma sarò lì. Mi riconoscerete da uno striscione: Piuttosto che tornare qui
preferisco retrocedere!
Berrò lamaro calice fino in fondo. Con dignità. Così continuerò ad avere diritto di parlare.
Chi ci sarà con me?