Narrativa è |
Prefazione: Alla luce delle numerose richieste di seguito (tanto inaspettate quanto gradite!),
continuate anche dopo il secondo capitolo, in redazione abbiamo deciso di tentare l'esperimento di un
romanzo a puntate con uscita fissa ogni mercoledì. Nelle prossime settimane pubblicheremo fino al capitolo
10, cercando di capire questo viaggio dove ci porterà...
Intanto grazie ancora per gli apprezzamenti!
Nelle puntate precedenti: (Cap 1) Demetrio trascorre una serata al
pub in compagnia di un amico e della sua comitiva. Nessuno gli rivolge la parola fin quando non
incontra Aurora, sua conoscente di vecchia data, con la quale scambia i numeri di telefono. Da quel
momento Demetrio diventerà il centro dell'attenzione e stringerà amicizia con Monica e Manuele.
(Cap 2) Monica e Manuele sono una coppia, con una relazione non troppo felice.
§
Alla radio si dibatteva del sorprendente caso
Gerlando Rapisarda, il ragazzo di nobile famiglia deciso a indirizzare gran parte del suo patrimonio a favore della ricostruzione della città. Dopo aver faticato alla ricerca di un parcheggio, Demetrio raggiunse la Banca Nazionale Unita di piazza Politeama con venti minuti di ritardo. Aurora era già lì.
- Sono mortificato.
- Tranquillo, sono appena arrivata.
Aurora indossava un doppiopetto di lana grigio con quattro bottoni e un sciarpa vaporosa dalle tinte pastello. I capelli biondo paglierino legati a coda di cavallo.
- Ti dispiace se entriamo un attimo in banca? - le domandò.
- È aperta anche di sabato?
- Sette giorni su sette, dalle otto alle venti.
- Ma è legale?
C'è chi dice che le banche siano un luogo dove ti prestano un ombrello quando fa bel tempo e ti chiedono di restituirlo quando comincia a piovere. La Banca Nazionale Unita era un ibrido tra una clinica privata e un'agenzia di viaggi. Aurora si accomodò su una poltroncina di pelle nera. Demetrio prese il suo numero e le sedette accanto. Una signora bionda e grassa, con due gambe a salsicciotti, un cappottino d'altri tempi e un chihuahua al guinzaglio, si avviava verso l'uscita con passo dispari. Un giovane uomo, con occhiali da vista e vestito beige, spulciava con affanno nel suo portafogli. Un impiegato della banca e una famiglia felice sbucarono trionfalmente da un porta laterale, dando tutti la medesima impressione di aver fregato la rispettiva controparte. Al suo turno, Demetrio gestì le pratiche con dimestichezza e il bancario gli spiegò che, essendo in rosso di venti euro, era stato multato di altri ottanta. Repressa la voglia di sganciargli un mal rovescio, Demetrio architettò un sorriso di sobria noncuranza.
Lasciata la banca si diressero in via Ruggero Settimo, dove la gente andava a zonzo lungo il centro della strada. All'altezza di Zara, Aurora si fermò a fissare la vetrina. E lo stesso con la vetrina successiva. E poi a seguire davanti a tutte le altre. Entrarono da Randazzo perché pensava di cambiare la digitale. Al Villaggio Del Vinile, per acquistare l'ultimo dei Wilco. Da Feltrinelli perché non aveva mai letto Maestro E Margherita. Infine raggiunsero un localino di Piazza dell'Olivella dove si fermarono a prendere un tè. A servirli fu Loredana, una giovane cameriera dall'aria malconcia, alla quale Aurora scattò una foto. Poi ricevette una telefonata. Prese un fazzoletto, appuntò una strana sequenza di numeri, lettere e simboli, buttò il tutto nella borsa e attaccò un interminabile monologo sulla PHASE, una certa presunta nuova malattia che nel giro di pochi anni avrebbe, a suo dire, infestato l'intero pianeta. Chiamiamola pure paranoia.
- ...e alla fine questi tuoi amici cosa avrebbero deciso di fare? - chiese lui dopo un quarto d'ora di silenzio.
- La cosa sbagliata: terapie geniche prenatali. Ventimila euro per impiantargli una sequenza di nucleotidi che mettesse il ferro dietro la porta. Certo, in questo modo si sono assicurati un figlio sano, bello e con gli occhi chiari.
- È incredibile che la scienza sia davvero arrivata a questo punto.
- È incredibile quello che scienza e politica stanno realizzando alle spalle dell'opinione pubblica. Pochi anni fa l'avremmo chiamata fantascienza. - Scusami Aurora ma non sono sicuro di aver capito bene; esattamente, cos'è questa PHASE?
Aurora parlò di splicing e mutazioni genetiche, introni, estroni, junk-DNA e XNA, ma a dispetto dei suoi apprezzabili tentativi di chiarezza, Demetrio rimase se non altro molto perplesso.
- E tu hai mai conosciuto qualcuno affetto da questa malattia? - continuò.
- No, non di persona almeno. Ho sentito storie molto curiose, ma è vero che in questo genere di cose è facile abbandonarsi al gusto di ingigantire. La verità è che della PHASE nessuno ne parla. I telegiornali, i testi specializzati, i politici, tutti sanno e tutti fanno finta di niente. C'è una strana omertà intorno a questa vicenda.
Alle orecchie di Demetrio i discorsi della ragazza suonavano come fiumi rigogliosi di concetti intensi e cristallini. All'interno dello stessa frase era in grado mettere dentro così tanti spunti da poterci poi riflettere per un giorno e tirarne fuori sempre qualcosa di nuovo. Non voleva essere da meno.
- Vedi Aurora riprese lui improvvisando un tono austero io non mi sono per nulla abituato a questo nuovo mondo della genetica. Prendi la clonazione ad esempio, è un concetto totalmente estraneo alla mie vedute. Noi non siamo mica robot, che si possono costruire in serie e poi bollare con il marchio di un'azienda. Sono pensieri che mi danno i brividi e si sentì immediatamente compiaciuto dalla propria argomentazione.
- Capisco cosa intendi, eppure...
- Non mi dirai che sei favorevole alla clonazione di un essere umano?
- Non dico questo, e di certo le implicazioni possono essere inquietanti, ma alla fine penso che comprare un televisore al plasma 3-D non sia molto diverso dal dare implicito consenso alla clonazione umana.
- Scusa Aurora ma questa volta non mi trovi per nulla d'accordo. Cosa c'entra un televisore in 3-D con la clonazione umana? I televisori 3-D non sono che la naturale evoluzione del tubo catodico, e non cozzano con nessuna morale etica o religiosa. Voglio dire, siamo su due campi da gioco completamente differenti, di due sport completamente differenti.
- Cos'è, una citazione? - ridacchiò lei.
- Scusa?
- Evoluzione, hai detto bene. Dico che la clonazione umana è la necessaria evoluzione degli studi genetici. Essere contrari è un po' come essere dei conservatori, dei sovversivi. Sei contro l'evoluzione scientifica e tecnologica, mi sta bene, ma con la stessa coerenza sei contrario all'aria condizionata, all'idromassaggio, alle lavatrici e alle televisioni 3-D. Se lo sviluppo della genetica ci ha portati fino a qui, evidentemente è un passaggio che dobbiamo essere pronti a superare. Non crederai davvero che si siano fermati con la pecora Dolly? Non resta che prenderne consapevolezza che la clonazione umana esiste ed è reale.
Demetrio, tanto confuso quanto persuaso, considerò tra sé i pro e i contro del discorso. I punti di forza ma anche i punti deboli. Annuì placidamente con sguardo muto. Accese una sigaretta. Fissò l'orizzonte con severità. Poi capì che era tempo di riprendere la parola.
- Chiediamo il conto?
Si alzarono, salutarono Loredana e tornarono in via Maqueda, dove una pletora di gente era ammassata davanti al Massimo.
- Andiamo a dare un'occhiata?
Giornalisti, fotografi e curiosi avvinghiavano da ogni lato un singolo uomo di nero vestito protetto da un cordone di guardie del corpo.
- ...direttore Volandri l'andamento della Banca Nazionale Unita la candida come potenziale Uomo dell'Anno, in che modo vive questa situazione?
- ...direttore è vero che il suo prossimo passo sarà entrare in politica? - ...tutti i maggiori analisti, nazionali e internazionali, la indicano come l'unica persona in grado di risollevare le sorti dello stato italiano, che ci dice a riguardo?
Dopo aver risposto, con garbo e sobrietà, a tutte le domande, il direttore Volandri venne scortato fin sopra la scalinata del teatro. Demetrio lo fissò in uno stato di ebete ammirazione, augurandosi che il facoltoso direttore della banca dove lui teneva un misero conto gli volgesse anche solo uno sguardo. Seppure per sbaglio. Invece Volandri tirò dritto, solerte e solenne, senza più guardare indietro, accolto nel teatro dalla stima dei presenti. Del tutto ignaro dell'esistenza di un uomo normale di nome Demetrio. Almeno per il momento.