Narrativa è | Per entrare bisogna scrivere il proprio
nome e cognome nell'apposita lista. Non ne colgo il motivo ma eseguo
meccanicamente gli ordini. La signorina dalle gote rosse mi invita a
segnare anche la mail. Non ci penso nemmeno. Attacco in cuffia
l'ultimo dei Flaming Lips che già non ho più voglia di sentire
nessuno. La via d'ingresso è desolante. Poco illuminata e popolata a
mala pena. Il percorso, slabbrato e labirintico, è delimitato lungo
i fianchi da edifici scorticati dall'aspetto post-bellico. Siamo ai
cantieri culturali della Zisa per FA' LA COSA GIUSTA -
fiera
del consumo critico e degli stili di vita sostenibili una
tre-giorni ideata dalla Società Cooperativa AltriRitmi e dalla casa
editrice Terre di Mezzo, con il patrocinio dell'Assessorato alla
Cultura di Palermo, dell'Istituto Nazionale di Bioarchitettura, dal
Consiglio Nazionale dei Chimici e sponsorizzato dalla Banca Popolare
Etica.
L'evento, che in giro per l'Italia ha già conquistato un
discreto successo e che a Milano è arrivato alla nona edizione, con
ritardo standard, approda infine anche nel capoluogo siculo. La prime
sezioni in ordine geografico sono la Sala Cobalto e la Grande Vasca.
Nella prima si tiene la conferenza I comuni e i cittadini per un
patto per il clima, nella seconda Goodesign a cura
dell'associazione Best-Up, uno dei partner della fiera. Tiro dritto
come L'Uomo Della Folla e raggiungo per osmosi l'ingresso del
padiglione Tre Navate, pavimenti in linoleum rosso e tetti con
architravi in legno, che ospita un fitto reticolato bianco-metallico
di banchetti commerciali.
Una volta dentro il volume del
chiacchiericcio si impenna all'ennesima fino a straboccare la diga
assicuratami dalle cuffie. Determinato a non soccombere rilancio il
mio volume fino al simbolo max. Ammicco alle ragazzette del
banco Info Point ma loro non mi guardano neanche. Dal lato opposto
brilla un alberello natalizio di plastica luccicante accuratamente
circondato da un cordoncino protettivo. Giusto davanti invece, nella
terra di mezzo, si apre il banchetto della casa editrice le Terre di
Mezzo. Rammaricato dal mio gioco di parole giro a largo scegliendo a
caso tra uno dei quattro, sovraffollati, corridoi disponibili. E nel
giro di cinque minuti, rimbalzando tra i corpi anti-cinetici della
folla ciondolante, mi ritrovo imbottito di depliant propagandistici e
volantini informativi. Per rimettere in sesto i fasci afferenti al
lobo pre-frontale accetto un caffè gentilmente offerto da KAMIRA
La macchina per l'espresso cremoso ed ecologico, seguito da
uno squisito cioccolatino alle spezie acquistato a pochi euro da
QUETZAL La prima cioccolata modicana equa e solidale. Molto
rivitalizzato, il mio zombico incedere acquista subito nuova linfa,
così stacco le cuffie e affronto i banchetti con ben altra sicumera.
Sul versante ecologico si schierano gli stand promozionali delle
energie rinnovabili, con Lega Ambiente, agricoltori CODIFAS e la
filiale cittadina di GREENPACE, che questa estate si è resa
protagonista del tour U mari nun si spirtusa contro le
trivellazioni petrolifere. Ben fatto! Il reparto sociale è affidato
a CGIL, all'immancabile ADDIOPIZZO e al circolo ARCI - spazi
aperti alla produzione culturale, laboratori della creatività
giovanile e riqualificazione del territorio. Lungo il passaggio
gastronomico si contano diverse saporite associazioni tra cui 'A FERA
BIO PALERMO, TERRA DI KORE e NATURA EXPRESS, su Moda e Cosmesi
accelero il passo ma il mio sguardo intercetta il cartellone
HESHIMA-respira in armonia con la natura. Di fatto, questo
slogan dal piglio new-age mi prepara al settore Pace e
Partecipazione, rappresentato dal CENTRO DI CULTURA RISHI, e
dall'associazione SAHAJA YOGA-conosci te stesso che offre corsi
gratuiti di meditazione. Forse sarebbe anche tempo di smette di
ridicolizzare pregiudizialmente queste pratiche. Namastè.
Infine mi
ritrovo nel reparto a me più familiare, quello dell'editoria, con la
comitiva DUE PUNTI, barricata dietro le sbarre del loro zoo,
L'ISTITUTO POLIGRAFICO EUROPEO di Dario Carnevale, il colosso Navarra
e la storica Kalos, che dopo la chiusura della libreria tiene botta
sulle ali dell'entusiasmo con le sue giovani promesse Luca e Sarah.
Guardo l'orologio che sono già le otto, e nel padiglione comincia a
fare un caldo irrespirabile. Al laboratorio ri-uso sta per avere
inizio lo stuzzicante Speed Networking della iper-prolifica
associazione NEU, dinamico terzetto di laboriosità settentrionale,
temperamento siciliano e avvenenza nostrana. Non voglio perderlo.
Veniamo disposti faccia a faccia in due panchine parallele e nel
tempo limite di novanta secondi parliamo a turno tutti con tutti,
alla ricerca di eventuali collaborazioni professionali e condivisioni
progettuali.
E dopo un boccone al bistrot biologico LE FRESCHETTE,
assaporato davanti a due giovani circensi in abito scuro e bombetta
che mandano in visibilio una tripla fila di entusiasti giovanissimi,
alla fine della fiera, FA LA COSA GIUSTA si è rivelata più vivida e
gradevole di quanto avessi messo in preventivo. Quasi quasi domani
tornerò ben volentieri, anche perché alle 18 arriva Rita
Borsellino. In una città ormai orfana della tradizionale,
cinquantennale, Fiera del Mediterraneo, che possa FA LA COSA GIUSTA
trasformarsi spontaneamente nella sua erede naturale? Considerando la
massa incalcolabile dei visitatori, nonché la soddisfazione e la
leggerezza nei loro volti, non vedo davvero perché no. L'anno
venturo avremo già le prime risposte.